Ancora poesia e rose
CCXLV
Due rose fresche e colte in paradiso
l' altr' ier, nascendo il dì primo di maggio,
bel dono e d' un amante antiquo e saggio
tra duo minor egualmente diviso,
con sì dolce parlar e con un riso
da far innamorare un uom selvaggio,
di sfavillante ed amoroso raggio
e l' un e l'altro fe' cangiare il viso.
"Non vede un simil par d' amanti il sole"
dicea ridendo e sospirando insieme;
e stringendo ambedue, volgeasi a torno.
Così partia le rose e le parole,
onde 'l cor lasso ancor s' allegra e teme:
o felice eloquenzia! o lieto giorno!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)




2 commenti:
Molto bella...
Mi piace da matti la parte" non vede in simil par d'amanti il sole dicea ridendo e sospirando insieme;...
Eh già Giorgio... Il petrarca rimane sempre un grande anche se da lui ci dividono 700 anni...
Posta un commento