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sabato 2 dicembre 2006

[Mi struggo di pensare] - Cesare Pavese

Mi struggo di pensare
che queste parole disperate
che scrivo per te,
sono tutta la gioia del mio amore,
la sua realtà vertiginosa,
i baci che mai ti darò
posati su di te all' urto del cuore
che vien meno di gioia.
Non credo più al futuro
e appena forse alla luce di gloria
tanto pallida e vuota.
Fantastico che queste mie parole
siano tutta la stretta del mio amore,
il sorriso del tuo corpo
e del tuo volto, miei
nella nostra passione disperata.
Fantastico lontano
come se questi sogni
fossero i sogni
fossero i sogni di una nostra vita.
Ma tu non sai nemmeno
e i sorrisi e gli sguardi noncuranti
di quelli che ti possiedono viva
e ti scuotono l'intimo sangue
mi distruggono muto
nella coscienza della mia miseria

[4 gennaio 1928]

Bellissima poesia senza titolo che porta con sè un mare di ricordi...
Ritorna una sera di settembre inoltrato e altre poesie di pavese lette a mezza voce... Chissà forse sono l' unico a conservare questo ricordo...
Arcangelo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Questa poesia è meravigliosa...è un universo di ciò che molti di noi provano immersi nel flusso di emozioni che proviamo per qualcuno...che forse non avremo mai..